Monthly Archives: febbraio 2018

Col cavolo

Renato Guttuso – Cavoli sul tavolo rosso, 1942

Tre gambe d’un tavolo
intorno al cavolo.
Fonetica estetica
ritmica metrica.
A volte il non senso
ha più credibilità.
Certo è che t’amo:
la puzza di cavolo però…

Aldo Bilato
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Pus (o del tempo essudato)

By Angie

Il vuoto che mi porto dentro
è un posto freddo, siderale.
Mi hanno ucciso più d’una volta
e ancora una volta sono qui ad aspettare
d’essere resuscitato da un battito
un solo battito: il tuo.
Non ci sei
non ci puoi essere
la ferita s’infetta sempre più!
Sarà la notte che porterà consiglio?
O ci si sveglierà domani
allungando il braccio sul lato destro a cercare
toccando il cuscino freddo
inerme, costernato, malinconico,
solidale con la mia solitudine?
La risposta la trovi nel vento
diceva il poeta:
seduta ad aspettare il mare
il tempo distribuisce più ossigeno da spendere
ed energie da soffocare…

Aldo Bilato
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Potessi scegliere

Chloe Mayo

Potessi scegliere un sentiero
sceglierei te.

Poiché nulla è più
naturale della morte

nulla è più triste
che avviarsi al fine

senza percorrerti.

13.02.2011
Aldo Bilato
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Mai vista tanta neve così

Caspar David Friedrich – Der Wanderer über dem Nebelmeer

Non è facile essere poesia.
La poesia mette a nudo
spoglia del superfluo
colloca d’innanzi all’infinito.
Invita sul palco ad assistere, protagonista,
al teatro della vita che si trascina senza posti a sedere.
Una battuta dovevi dire:
ma essendo figlio degli scogli
l’hai sbagliata…
Mai vista tanta neve così!

Aldo Bilato
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Autoanalisi d’un poeta

Raffaello – Heraclitus in “La scuola di Atene”

Sdraiato: il soffitto che m’osserva
avverto il peso del pensato.
Capita spesso d’aver perso l’attimo
e il modo per descriverlo.
Ciò nonostante continuo
a interpretare il mondo e i suoi colori.
Trascrivere i dolori, le gioie e gli odori
è tipico di chi sa scavare a tutto tondo.
Tutto mi circonda
tutto mi solleva
tutto mi getta a fondo.

Aldo Bilato
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