Billy Collins

Billy Collins - biografia

Billy Collins

 

William Collins detto Billy (New York, 22 marzo 1941) è un poeta statunitense.
Poeta laureato dal 2001 al 2003 attualmente insegna letteratura inglese al Lehman College (Bronx).

Billy Collins, popolare come pochi altri negli Stati Uniti, nato nel 1941 a New York, poeta laureato del Congresso degli Stati Uniti nei primi anni 2000, ed ora anche in Italia.
Una poesia disanimata sembra un ossimoro, una contraddizione intermini. Una poesia non può non avere un’anima; magari è nascosta, ma ce l’ha. Allora a volte succede che per farla venir fuori certe persone prendono la poesia e la spiegano, le tolgono le pieghe, l’appiattiscono. Insomma: la spianano passandole sopra il ferro da stiro della spiegazione. Così l’anima (che ha a che fare con il vento, con il greco ànemos) scappa via, e sull’asse da stiro o sul banco di scuola restano le parole inanimate, prive del soffio vitale che le riempiva, che dava loro spessore, che le rendeva casse di risonanza che suonavano in armonia, con i loro ritmi e i loro respiri. Dopo il trattamento, le parole giacciono inermi, sotto vuoto: brandelli di un corpo fatto a pezzi, sul tavolo dell’anatomista.

Contro gli squartatori di versi scrive alcune poesie Billy Collins, popolare come pochi altri negli Stati Uniti, nato nel 1941 a New York, poeta laureato del Congresso degli Stati Uniti nei primi anni 2000, ed ora anche in Italia.
Sono versi che arrivano direttamente, senza bisogno di molte mediazioni, anche se, a dire il vero, qui già una mediazione c’è stata, ed è quella del traduttore, che spera di avere fatto meno guai possibile. Ma traduttori a loro modo sono anche i lettori ad alta voce dei versi, a partire dallo stesso Billy Collins, che riempie con i suoi reading i teatri degli Stati Uniti o i suoi lettori-interpreti, dall’attore Bill Murray, ai numerosi dilettanti che testimoniano un affetto per quei versi riraccontandoli, come possono, nelle tante clip fatte in casa su youTube.

E interpreti sono anche quelli che cercano di riscrivere i versi, non con altre parole, ma con i tratti di una matita, le forme di un disegno, le immagini catturate da una fotografia. La letteratura è piena di esempi altissimi di poeti che si sono cimentati con la descrizione di quadri o oggetti d’arte: dalla descrizione dello scudo di Achille dell’Iliade ai quadri di De Chirico nelle poesie di Mark Strand. Ma l’ecfrasi, il tentativo cioè di un’arte di riprodurre con i propri strumenti e le proprie istituzioni un’opera prodotta in un altro sistema artistico, avviene non solo dall’immagine alla parola, ma anche nell’altra direzione: dalla parola all’immagine, dal raccontare con le parole (“telling”), al mostrare con immagini ferme o in movimento (“showing”). Siamo nel campo apertissimo dell’adattamento, così ricco e presente nel nostro tempo, come ha mostrato Linda Hutcheoncon un bel libro, ora tradotto in italiano (Teoria degli adattamenti, tr. it. G.V. Distefano, Armando, Roma,2011). Con i nuovi mezzi elettronici questa interazione è ancora più accentuata e diffusa, e coinvolge anche la poesia, aiutandola ad uscire dal recinto claustrofobico e mortifero in cui a volte certo accademismo un po’ snob e autoreferenziale la confina.

Billy Collins è stato coprotagonista di un progetto suggeritogli dal Sundance Channel, il network televisivo via cavo americano promotore di tanto cinema indipendente. Collins, come racconta lui stesso in un bel video tradotto con i sottotitoli da Daniele Buratti, registrò cinque suoi testi che vennero poi riscritti in immagini da specialisti dell’animazione. Nel video Collins racconta come ci si possa imbattere involontariamente in queste poesie animate, senza avere il tempo di dispiegare gli anticorpi antipoesia che certe imposizioni scolastiche ci hanno costretto a sviluppare: e soprattutto ci mostra questi filmati. Non sono spiegazioni delle poesie. Semmai le accompagnano, o meglio, si integrano con esse, non come “riduzioni”, ma come contrappunto dei versi in un nuovo oggetto, che sta a sé, così come il Decameron di Pasolini sta a sé, senza avere alcuna intenzione di essere una spiegazione della raccolta di novelle di Boccaccio.