Author Archives: Aldo Bilato

Mai vista tanta neve così

Caspar David Friedrich – Der Wanderer über dem Nebelmeer

Non è facile essere poesia.
La poesia mette a nudo
spoglia del superfluo
colloca d’innanzi all’infinito.
Invita sul palco ad assistere, protagonista,
al teatro della vita che si trascina senza posti a sedere.
Una battuta dovevi dire:
ma essendo figlio degli scogli
l’hai sbagliata…
Mai vista tanta neve così!

Aldo Bilato
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Autoanalisi d’un poeta

Raffaello – Heraclitus in “La scuola di Atene”

Sdraiato: il soffitto che m’osserva
avverto il peso del pensato.
Capita spesso d’aver perso l’attimo
e il modo per descriverlo.
Ciò nonostante continuo
a interpretare il mondo e i suoi colori.
Trascrivere i dolori, le gioie e gli odori
è tipico di chi sa scavare a tutto tondo.
Tutto mi circonda
tutto mi solleva
tutto mi getta a fondo.

Aldo Bilato
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Ermetica, ma non troppo

Loredana Catino – Caffeina

Vorrei essere un’isola
distesa su quattro articolazioni laviche
discendente dall’esplosione d’un polmone
d’una milza (per il troppo sforzo) da una caffettiera
dimenticata sul fuoco (ardente attività delle nostre membra)…
Vorrei, ma però!
Cosa si può pretendere invece
(in- vece)…
Un’auto d’epoca
un viaggio in Cornovaglia
l’ultima figurina dei calciatori della “Panini Modena”
che non trovavo mai: (Evert Skoglund
il biondo svedese)
pretendere che il papa mi baciasse l’agnello
che mi lucidasse l’anello
che mi tenesse a dimora le mele e l’armadillo.
Ci sarebbe poi da dire sull’astensione e il digiuno
cibale, sessuale, elettorale…
mi ritrovo immerso/ sommerso in un catino
dove tutto è sovradimensionale.

Aldo Bilato
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Gioventù

Mino – Le vieux pêcheur, 1984

Il tempo è passato
sotto ai ponti dell’adolescenza
sull’ottovolante della gioventù
sopra le righe della tesi con cui
hai raccolto il dottorato.
Sono diventato padre?
no, papà!
Oggi mi incanto a osservare i cigni e le papere
che con la prole intrecciano trame nell’ansa alla foce del fiume
dove il mare riempie gli spazi
lasciati liberi dalle bavose e dai granchi.
Lancio la lenza
addento il panino con la porchetta: ti penso.

Aldo Bilato
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Efelidi alcoliche

Paplo Picasso – Les madamoiselles d’Avignon

Il bianco, sotto e all’interno coscia, contrasta con il viso bruciato dal sole e dalla giarrettiera, rigorosamente nera
che ci accompagna al ballo.
Il paese è in festa.
Sul campanile sventola la bandiera del “si liberi chi può “
siccome suole scatenare danze e corpi in assemblaggio da catena di montaggio.
Noi, libere da vincoli e pudore
mostriamo il seno aprendoci a sorrisi e moine ancestrali.
Scimmiette primordiali spulciano pretendenti
sferrando fendenti.
Tutto si dissolve nel ballo
e nel gran caldo estivo
alimentato da pantagrueliche bevute.
Mi sveglio appeso a un carro
quello che trasportava il vino
riverso sullo stuoino dove si riempivano i boccali: puzzo!
Sono le cinque del mattino:
ho male alla testa e a un gomito.
Certo, sarà stata sicuramente una bella serata…
Ricordo solo quelle efelidi
che riempivano bicchieri e cuori.
Oggi aprirò più tardi bottega:
mia moglie passerà l’aspirapolvere sulle mie meningi confuse e pulsanti.

Aldo Bilato
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