Cerchi e sberleffi (l’attimo)

la pietra che lanciai nello stagno
facendo cerchi e sberleffi mi aveva avvertito…
l’attimo ha fermato il mondo
incanalato energia scoperchiato
montagne
l’attimo ha fatto godere piangere
implorare
anche la goccia che mi tedia e rimbalza dal lavandino della cucina
al telefono mentre sto parlando d’affari: è l’attimo che mi attende
l’attimo ci frusta ci agita come sciroppi ci accompagna alla porta
perché: “te ne devi andare”
l’attimo ci fissa con ardore con compassione o noncuranza
l’attimo ha sventrato ha sezionato cuori e polmoni
a volte si è arreso all’evidenza
spesso ha gioito
la pietra che lanciai nello stagno
facendo cerchi e sberleffi mi aveva avvertito…
l’attimo è l’unica misura spazio/temporale che bisognerebbe riconoscere come tale
l’unico sollievo l’unico fardello
l’unico fratello che non ci tradirà
nemmeno in punto di morte
ogni sorso ogni respiro
ogni vagito di bambino
ogni volta che ti bacio in fronte
ogni attimo va vissuto va distrutto
va ricomposto va riconosciuto
senza illusione né speranza
senza tracotanza né sopraffazione
la pietra che lanciai si è depositata
sul fondo dello stagno riposa
su cerchi e sberleffi…

 

Aldo Bilato – 23.08.2014
Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Aldo Bilato
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