Dipende dalle coordinate

facciamo che gioco
facciamo che mi impegno
facciamo che vado via

facciamola finita facciamo che questa sia la regia
di cui tanto si mormora
la partita in cui ognuno segna e nessuno osa

facciamo che ripiego
facciamo che leggo
facciamo che scrivo
facciamo che non sia poesia ma dolore vivo

facciamo ch’è più facile, così

essere seri
solidali e soldati
sé stessi in punta di piedi
in un tubo che ti sputa fuori;

facciamo che la diciamo tutta:
diritti o dal retro, non ne usciremo vivi – unti beati, chissà – preparati forse ma

ora che qua siamo

non sappiamo riparare rimirare mirare al centro
non sappiamo voltarci guardarci in viso
le mani il seno
e via che tanto
quel ch’è stato non muta tempo non torna indietro
non rende al mittente e il mittente è il tuo ritratto
e cerca un cappello

– qualcuno
molto prima molto meglio di me già denuncia:
ci vuole poco

– non avere odore non avere paura ci vuole poco, non avere peso.
Non avere figli, ci vuole poco
essere solo desiderio, ci vuole poco.

Crescere è la ragione dicono
crescere ti dicono a brutto muso
come fosse onesto, come avesse un senso imperscrutabile
uno specchio d’acqua.

Crescere. All’improvviso. Come fosse fisso l’obiettivo
una camera una domenica mattina
un quotidiano un cappuccino – dirsi che andrà bene tutto, sotto sotto – crescere
a tradimento.

Non è così che l’avevano presentata: un’ammucchiata triste, pariglia
la musica la musica cambiata il naufragio con capitano in scialuppa:
bye bye, arrivederci a casa!

Crescere! Compro un jolly!

Crescere. A chi? A me? Maddai! Troppo presto, non lo sai?
comunque tardi, troppo – nascere piuttosto! sarebbe vizio

nascere:
un gran bel posto per cadere – cedere memorie
nascondere la refurtiva – la stiva traboccante
salpare col morto
buttarlo a mare

togliersi lo sfizio di respirare

dipende dall’ora dall’ombra che stende
dipende da forze maggiori contrarie alle cause
dalla cordigliera delle Ande
dal circostante

dipende, ed è già difetto.

Trascurando trucco e mago
trascurando l’ultimo moicano
il ciarlatano, l’ora del the, le tre di notte svegli, le maglie rotte
i buchi delle tarme i tarli del legno nella testa nella mente
la mente, la menta il latteementa l’analcolico bit il gintonic
il tredicenne fatto il letto sfatto il fatto quotidiano l’hanno fatto ammazzato
prima ha ucciso la moglie
la figlia la nipote la nonna rigorosamente donna
le unghie laccate la gonna
a tubino il tacco 14 il vicino ubriaco
il cane che morde, abbaia ma non morde il cane della pistola
la pistola il pistola il pirla il piciu e l’albero genealogico
il padrone il padrone del padrone il coglione il coglione del padrone il vigliacco
inconsapevole
il fornaio
il panettiere l’operaio
senza lavoro senza partito senza credito
partito solo, in treno
il treno in ritardo il ritardo del ciclo l’aborto unico metodo contraccettivo
trascurando i minuti le ore i secoli perduti i fottuti e i fottenti
quelli contenti della squadra del cuore i senza cuore i senza squadra
i senza tetto i figli di primo letto di seconde nozze le cozze le telline i neri i seri e semiseri
i semi di girasole le paure
le paure delle paure le fobie dei fiori dei rumori degli uccelli degli Inti-Illimani

trascurando i particolari e i precedenti

assolve al nostro odore l’Amore,
Signora Libertà.

5.9.2014
Angela Fragiacomo
Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.