Efelidi alcoliche

Paplo Picasso – Les madamoiselles d’Avignon

Il bianco, sotto e all’interno coscia, contrasta con il viso bruciato dal sole e dalla giarrettiera, rigorosamente nera
che ci accompagna al ballo.
Il paese è in festa.
Sul campanile sventola la bandiera del “si liberi chi può “
siccome suole scatenare danze e corpi in assemblaggio da catena di montaggio.
Noi, libere da vincoli e pudore
mostriamo il seno aprendoci a sorrisi e moine ancestrali.
Scimmiette primordiali spulciano pretendenti
sferrando fendenti.
Tutto si dissolve nel ballo
e nel gran caldo estivo
alimentato da pantagrueliche bevute.
Mi sveglio appeso a un carro
quello che trasportava il vino
riverso sullo stuoino dove si riempivano i boccali: puzzo!
Sono le cinque del mattino:
ho male alla testa e a un gomito.
Certo, sarà stata sicuramente una bella serata…
Ricordo solo quelle efelidi
che riempivano bicchieri e cuori.
Oggi aprirò più tardi bottega:
mia moglie passerà l’aspirapolvere sulle mie meningi confuse e pulsanti.

Aldo Bilato
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