Il poeta sulla Luna

René Magritte - Voix du sang, 1961

René Magritte – Voix du sang, 1961

ho nostalgia del mio poeta
l’ho curata a lungo: che crepitasse nel fuoco ogni sera
una fame rotonda al fianco sinistro
un cesto di ciliegie
rosse grosse lucide convesse – gonfie – di fissità in attesa
per te solo che le sai là
e anche tu aspetti – aspetti aspetti che quasi te ne scordi;
erano statue e ruggine bianca e profumo di pescato
a mancarmi quel nodo lasciato e stretto al contempo
nell’unica sillaba dilatata sulla baia – nell’unico cappio abbandonato
al cospetto di un piede
il rosso delle scarpe dentro la pelle delle scarpe
la lama del rasoio pulita di traverso in un dove ignoto
– lui sempre là (suo lo sguardo?) – di schiena di lato talvolta seduto a frugare
incrocia le gambe – no – si tocca il mento la barba – le sue milizie non hanno barba
o l’hanno perduta;
mormorano rosari al vento vecchie in abito a lutto
è nostalgia che mette foglie – di madri al crepuscolo – piccole gemme verdi intonse
non stropicciate dal cordoglio
le riconosci subito
lasci che adombrino e infoltiscano i bachi
in tutti i verdi possibili
– dovrai travasarle in primavera sulla banchina (la stessa) giù al porto
mentre leggi il passo in cui muore il prigioniero, e tutto il suo mondo
incagliatosi per sempre negli occhi

03.10.2013
Angela Fragiacomo
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