Indigena

non sono nata per restare
trampoli di carta tra finte rose
un bambino alla stazione non parte: sorride

la tua missione ha dita lunghe
capelli come funi da annodare
al cesto di merendine e carbone

temo la pigrizia del tempo: non ha cura di innaffiare
i semi del tuo dire – coscienze;

c’è un posto dove nudi si va
su alberi alti
si sta
a chilometri dal suolo
a un soffio da Dio
che Lo puoi sentire
nel respiro delle foglie battute dalle piogge

non sono nata per restare
dove non brucia il sole
e l’acqua cola – inutile – nei tombini

5.11.2012
Angela Fragiacomo
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