Ore 19.00

voci
schiera di spettri a mezz’aria
dall’altra parte rombo di motori,
crescente poi in fuga

s’erpicano distanze inespresse
– da non esser mai vissute
sull’isola che non c’è

mura e battenti come bocche – io stessa, bocca

ne faccio parte?
viva tra i vivi?

memorie, memorie di pesci
chiare! sedute al centro – e le reti?

dalla strada che porta al mare più verde, giovani alberi
decapitati dal sole
in un dondolio di teste mozze;

oh mestizia, carezza di madre
sollievo di terra

perché ti concedi solamente
ora?

 
Angela Fragiacomo
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