Negli occhi, nascerà

Lontano,
oltre il confine
dove muore il sole,
dove muove un sentimento:

lì ti leggo.

Diletto dei miei pensieri;
oscuro la canicola
che m’asfissiava,
ieri:

oggi mi dipinge
in tinta di pastello.

Nascerà:
l’ho già detto.

Questo è il mio labbro
che trema,
questa è la tua mano
che brama.

Nascerà
e sarà negli occhi.

26.3.2010
Aldo Bilato
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Tra i clamori, la sera

Assecondando
l’incedere della sera

scandisco a voce alta
i secondi
che mi separano

dal mio rifugio agognato.

Aspetto
rispettoso

che le tue mani mi sollevino
in alto

e la tua voce
spenga

i clamori bislacchi

di questo
incestuoso
mondo.

18.2.2010
Aldo Bilato
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E comunque

Non ho intenzione di spolverare.

Mi scrollo e indosso solo il necessario
percorro sullo stesso binario da sempre
quello che mi va di fare: e non mi dite
quello che devo fare, sarebbe deleterio.

Voglio dirvi/mi una cosa a cui ho pensato:
amo la vita, più della contesa in una finale
più, della campagna acquisti, della mia squadra del cuore
in estate…

Non mi va, che tu venga da me, per scrollarti di dosso
le pulci che non hanno mai avuto il coraggio di grattare
il fondo del barile: non mi va!

Siccome abbiamo venduto l’anima al destino
ho preparato un piano d’azione
se si paleserà, così come lo intendiamo
non v’è ragione d’intervenire: ma…

Se la tua, deve essere per forza la lingua madre
ascoltati prima di pubblicare
ci sono topi nella cantina: nel solaio languidi lamenti

e comunque: t’amo!

24.7.2012
Aldo Bilato
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Poesia

non ti voglio sapere, poesia
ogni rigo che partorisco
è un momento che se ne va:
è un’altra età che incombe

24.11.2014
Aldo Bilato
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L’uomo bicentenario

stirati addosso – da prima, molto prima
(in pieghe ribelli) abiti
stretti
formali
gessati per matrimoni
indossa a passo (da non confondere a ritmo)
sfasato – dice
d’un quarto di periodo…

gli altri (sono ovunque) a discrezione: l’osannano
porgono incensi ori – della mirra? (direte)
niente!
semmai birra…
e tappeti, voli pindarici, dirottamenti

evidenti
dietro e sopra spalle larghe: catini per le piogge, pluviali
occhi minuziosi
gli donano interrogativi – e molto di più
lacrime stanziali, aghiformi

nel darsi
egli confonde netto e lordo e non accetta resto
a imbuto ogni suo ragionamento, riversa verve
non conta il vissuto in carestia
non fa sconti a chi ama – d’amore e pene

bene!
nessuno – ho appurato io – conosce il fondo
del suo ombelico: tace tace
ogni consenso
ogni passato

11.8.2012
Angela Fragiacomo
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