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Giorgio de Chirico - Ettore e Andomaca, 1917

Giorgio de Chirico – Ettore e Andomaca, 1917

Tu
che assomigli molto
alla mia mamma
con quello sguardo languido
dietro pupille di cemento
dietro
al “chi cazzo sei per
permetterti
di penetrarmi nell’anima”

tu che non hai mai voluto
che ti levassi da sotto il culo
le lenzuola
ma, quando cucino
dici “ancora”
e quando “ti cucino” dici
“ancora, ancora
si, ancora lì
proprio lí”…

tu
che se non ti contraddico non
sei contenta
tu
che anche se ti riempissi di
complimenti
mai non basterebbero
tu

essenzialmente tu e…
la tua
e la mia mente
le mie e le tue paure:
i nostri occhi appesi

che hanno divorato secoli
che hanno digerito inganni
rosicchiato torsoli
vomitato torti
per poi incontrarsi:
qui.

Aldo Bilato
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