Sere d’estate 

la statua – dice –
Garibaldi nella piazza della scuola

non ricordo…
che la gioia
togliere scarpe ginocchioni allo scoglio, e giù
piedi bianchi
bagnati dagli spruzzi

suonavano i jukebox
blu neri
suonavi tu
dove le stagioni mutano colore alle case
e ombre invecchiano

tu allora suonavi
e non avevi nome

e non avevo età.

Il cuore della città, vuoto
conserva la sera come un djembe di pelle scura
nel mentre la statua
attende

ride
disegna cerchi con dita di rame…

 
Angela Fragiacomo
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