Siccome mi sei musa

le quattordici e quindici
quattro strisce di velluto grigio (non vedo mosche)
carta da parati e… dammi cinque!
dov’è che fanno le righe nei chicchi di caffè?
domande stupide e rotonde
sino alla rotolazione – che si può dire
quello che mi nascondi non si fuma
ma se il vitello non mi piace
perché insisti con la cotoletta?
non compri il vino perché hai paura di cadere dalla bicicletta
e nel caso, farti male tagliandoti con i cocci di bottiglia
non auguri la tua vita a nessuno
-dopo tutto quello che hai passato e bla bla bla…
le quattordici e cinquantacinque
quattro strisce di velluto, quarta pagina di questo quindicinale
che dimentico sul sedile, quando dal finestrino ti scorgo e spengo
e penso d’essere fortunato ad aver quagliato con te
le quindici e zero cinque mi suggeriscono che
ci sono troppe q in questa poesia
mettiamoci un cuore e la finiamo
Qui…

2.11.2013
Aldo Bilato
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