Unico

nulla di solito – così i piedi:
prova schiacciante della tua esistenza, imperfetti e bianchi
calpestio nudo – cucina letto cucina – non lascia orme sul pavimento
tinteggi l’arrosto: perché di fame si tratta
piedi; gesti avvolti in bolle
colorate – sopra le nostre teste – esplodono
arcobaleni di polvere – gesti – gesti ancora movenze dappertutto
nella stanza, in bagno
un orologio fermo. l’incavo del mio ginocchio.
come può il tramestio non avere rumore?
la tavola apparecchiata di cielo, sopra: castagne d’ovatta
la stoffa consumata di bramosia e calma
sotto: piedi piedi e ghirlande;
perché il ricordo si ostina a non parlare ferendomi gli occhi?
richiamo di spezie
il controluce si siede si alza si fa ombra davanti l’armadio
dietro: solo cuscini uno all’altro abbracciati
l’azzurro il verde le mele;
un albero si riempie di vita – all’improvviso

 

Angela Fragiacomo – 07.11.2012

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Angela Fragiacomo
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