Quello che si lavava i denti col fucile

Lo videro scendere
dalla carovana del sole,
nel suo fresco di lino:

il bavero alzato.

Succhiava una mentina.

Negli occhi aveva il mare,
in mano una cartina:

si cercava.

La gente del paese,
appesa alle finestre,
nascose la rugiada
del mattino:

il cane non scodinzolò.

“Quello si lava i denti col fucile”,
ringhiò la portinaia
allo sceriffo,
e non aprì.

Alloggiò nella stalla
e all’imbrunire,
com’era arrivato,
se ne andò.

Il corvo lo sbirciò
di storto dal cortile.

5.4.2010
Aldo Bilato
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