E questa, amico mio
è tua più del vero
scrigno dei miei segreti, seminerò per noi
briciole di pane
A te che non domandi,
che non chiedi in cambio d’esser
amore
e disegni a memoria le mie grazie
a piedi nudi
A te che saggi gli attimi
come silenzi dal cielo
cobalto che di noi s’impregna
dove mi trai e ti reclamo
Stemperi le mie sicurezze come polvere di sole
e delle mie incertezze, fai collane
E quanta luce c’è
tra i miei e i tuoi occhi
oro da modellare tra le dita
nascosti al mondo, immaginando lune appese
Sotto quel glicine lilla
affresco d’antichità e oblii
Nei pensieri
a filo di labbra
nelle pieghe accoglienti del tempo, che ignaro ci difende
e sempre, perdendoci, troveremo di noi il pane
E poi ti riconoscerò dagli occhi
3.11.2011
Angela Fragiacomo
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